Quando si parla di Comunità Energetiche Rinnovabili, la domanda che arriva sempre per prima è: ma quanto si guadagna? La risposta è articolata — e molto interessante. Il sistema di incentivi previsto dal D.Lgs. 199/2021 si regge su tre pilastri distinti, cumulabili con alcune regole precise.
I tre pilastri degli incentivi CER
- Tariffa incentivante GSE — riconosciuta per 20 anni sull’energia autoconsumata virtualmente
- Corrispettivo ARERA — valorizzazione aggiuntiva dell’energia condivisa, aggiornata ogni anno
- Contributo PNRR — fondo perduto del 40% per comuni sotto i 50.000 abitanti
La tariffa incentivante GSE
Il GSE la riconosce per 20 anni dalla data di entrata in esercizio di ogni impianto. È composta da una parte fissa (60–80 €/MWh in base alla potenza) e una variabile (0–40 €/MWh) che si adatta al prezzo di mercato — proteggendo la CER nei periodi di bassa quotazione dell’energia.
Le maggiorazioni per il Nord Italia
Per compensare la minor produzione solare nelle regioni settentrionali: +10 €/MWh per il Nord e +4 €/MWh per il Centro. Una CER piemontese con impianto sotto i 200 kW può arrivare fino a 130 €/MWh.
Il contributo PNRR: fino al 40% a fondo perduto
Per le CER in comuni sotto i 50.000 abitanti, il PNRR mette a disposizione un contributo in conto capitale del 40% del costo dell’investimento. I massimali variano da 1.500 €/kW (fino a 20 kW) a 1.050 €/kW (fino a 1 MW).
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